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E'importante il richiamo alla partecipazione della società civile dentro la Rai
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Giovanna Rossiello



Registrato: 20/02/06 08:28
Messaggi: 1

 E'importante il richiamo alla partecipazione della società civile dentro la Rai

Giovanna Rossiello, Rai Tg1

Ricordando quello che possiamo fare insieme già da oggi. Io vi ricordo che abbiamo un contratto di servizio, vi parlo della Rai naturalmente, ingessata e che non fa le cose, come dice Morrione. L’art. 1 del contratto di servizio che scade quest’anno e vi invito a leggerlo sul sito Rai, dice che la Rai deve garantire la libertà, il pluralismo, l’obiettività, la completezza, imparzialità correttezza dell’informazione, favorire la crescita civile, l’istruzione, ed essere garante di servizi di utilità sociale. Allora questo quando noi guardiamo i nostri notiziari non lo vediamo. Per me vedere ogni volta il prodotto che mandiamo in onda è come una pugnalata, perché, va bene che ci siano problemi di costi, e Rainews24 ne è un esempio, come pure la terza rete, ma già Morrione ricordava come è difficile far passare una logica di sinergie all’interno del servizio pubblico. Ma vedere una discrepanza tra quello che mandiamo in onda e il mondo reale e globale con tutto quel richiamo alla giustizia che noi oggi stiamo qui a vedere è assolutamente difficile da mandare giù e condividere. Penso al nostro contratto e invito la Tavola della Pace a far si che con il nuovo Consiglio D’Amministrazione si possa aprire una possibilità per entrare nella sede permanente che esiste e che veda sullo stesso tavolo 24 persone, 12 scelte tra la società civile, l’associazionismo e 12 tra i colleghi della Rai. Noi dell’Usigrai siamo stati invitati solo i primi due anni ma forse vedevamo le cose troppo nella luce e nell’ottica con cui le vediamo oggi e non siamo stati più invitati. Io credo che sia assolutamente importante questo richiamo alla partecipazione della società civile dentro la Rai perché anche la Bbc, che anche ha vissuto questo problema dell’informazione durante la guerra, adesso sta lavorando molto per dare più possibilità di partecipazione alla cittadinanza attiva promovendo una nuova lealtà con i cittadini. Noi ce lo abbiamo, è previsto dal nostro contratto di servizio e non da professori estremisti di sinistra e quindi utilizziamolo insieme per far valere e per far capire questa rete fra giornalisti che da dentro vogliono portare questi vostri temi e voi che da fuori li volete diffondere. Allora questa rete esiste già e non la si deve creare e chi lavora da solo invece viene emarginato e ha delle difficoltà pazzesche.
Un’altra osservazione vorrei far notare come molto spesso anche tra noi stessi il sociale è stato visto come una parte marginale e residuale e non centrale. Allora quando l’Oms, e lo ricordava la Boldrini, ci dice che ogni anno 5.000 ragazzini muoiono perché non arrivano a 5 anni non avendo accesso all’acqua. Questa notizia noi la dovremmo mettere come una notizia centrale nei notiziari e non solo negli approfondimenti perché se noi per primi li consideriamo residuali e solo per una quota di buone azioni, che comunque trovano un diritto di cittadinanza nei giornali minori o negli approfondimenti di notte, non andiamo da nessuna parte. Questa estate si è parlato di crisi dei movimenti perché la società civile forse non si sa bene per chi va a votare. Credo che quello che dobbiamo fare qui è costringere la rappresentanza politica a mettere al centro questi problemi e confrontarsi con le pratiche di chi, come tanti di voi, si misurano con queste difficoltà.
Per concludere c’è molta negatività nel quadro attuale però mai come prima, lo ricordava Gubitosa, abbiamo cittadini reporter o gli utenti giornalisti, cioè che hanno accesso alle informazioni in rete e sanno farne un uso giusto, per mettere anche in buca tutte le false informazioni che circolano. E credo che soltanto insieme possiamo rimettere mano ad un informazione degna di questo nome.
MessaggioInviato: Mar Feb 21, 2006 10:53 am
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