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 Indice Forum » Italian Room » Contro la miseria: che fare? Il ruolo dell’ONU, dei governi, della società civile mondiale.
Per attuare politiche di pace l'ente locale deve puntare a creare comunità inclusive e aperte
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Sergio Scaramal



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 Per attuare politiche di pace l'ente locale deve puntare a creare comunità inclusive e aperte
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Sergio Scaramal (Italia), Presidente della Provincia di Biella

Buongiorno a tutti. Devo dire che mi sento in imbarazzato e che questo imbarazzo nasce dagli interventi di questa mattina. Devo ringraziare tutte le donne che sono intervenute, queste amiche, perché mi avete fatto stare male, mi avete dato un pugno allo stomaco... a me amministratore di un ente locale, di una provincia e prima amministratore di un comune, che per tanti anni si è impegnato, stando qui ad Assisi. Ero convinto, tutto sommato, di aver fatto il mio compito e di averlo fatto bene. Mi ero sollevato da un impegno che mi ero preso, di fare qualcosa per la povertà; questa mattina mi sono reso conto che non ho fatto granché e vi ringrazio di avermi dato questa consapevolezza del fatto che dobbiamo fare ancora di più, che dobbiamo dare alla politica il ruolo vero che mette al centro la persona, i problemi. Oggi che abbiamo una politica più attenta ai sondaggi, all’immagine del leader, un leader che dimentica come stanno coloro che governa. E allora io credo che vi sia la necessità che gli enti locali, comuni, province e regioni, in attesa che cambi il WTO o la Banca Mondiale, questi grandi macro-sistemi, io credo che noi possiamo costruire quella che si diceva e si dice tuttora l'ONU dei Popoli, una diplomazia dal basso. Occorre cioè ricostruire reti locali, tessiture fini di relazioni, e farlo ora, nel momento in cui i legami tra comunità e luoghi sembrano affievolirsi e paradossalmente si ritirano sempre di più su stessi. Penso, cioè che il ruolo dell’ente locale e delle nostre politiche, per essere politiche di pace, per costruire una democrazia dal basso, deve puntare a creare comunità inclusive, aperte: il nostro orizzonte è la lotta al localismo e per portarla avanti abbiamo pensato, a Biella, di declinare l’organizzazione del Tavolo della Pace anche a livello locale, promuovendo e sostenendo così uno spazio di incontro, di confronto, di progetto, capace di unire tre importanti soggetti della nostra comunità, e cioè l’associazionismo, la scuola ed i comuni, attorno ai valori riconosciuti della non-violenza, della libertà, della giustizia, della democrazia. Uno spazio di lavoro per un futuro fondato sul dialogo tra le persone, per la cooperazione, per la risoluzione pacifica, dei conflitti, per il rispetto degli equilibri tra uomo e ambiente, per la piena attuazione dell’art.11 della Costituzione Italiana sul ripudio della guerra. Ma noi riteniamo che il compito successivo della politica locale sia anche quello di costruire reti lunghe di relazioni, di dotarsi di una politica estera, di una capacità di intervento internazionale, imperniata su principi della cooperazione decentrata. Noi ci abbiamo provato, trasformando l’intervento umanitario in Sri Lanka, da un doveroso intervento d’emergenza e di sostegno economico ad un progetto di costruzione di relazioni sociali, di dialogo, di pace, con la precisa intenzione di guardare oltre alla fase emergenziale, avviando un intervento quadriennale di ricostruzione del tessuto sociale, oltre che delle infrastrutture fisiche, in due villaggi: Mawella, situato nella zona cingalese e Kalapaddu, nella zona controllata dai Tamil. In un Paese, lo Sri Lanka, lacerato da una ventennale guerra civile, abbiamo voluto evitare che il nostro intervento andasse ad acuire le tensioni esistenti. Ed in quest’ottica la nostra scelta è stata quella di sostenere entrambi i villaggi con un progetto comune e questo è un segno forte della volontà di avviare un intervento che sappia coniugare la cooperazione allo sviluppo, con la promozione di una cultura di dialogo e di pace attraverso una sorta di triangolazione, in cui la comunità biellese e con essa l’importante comunità tamil residente da anni presso le comunità biellesi, possa e sappia svolgere un ruolo di mediazione, di facilitazione dei rapporti. Questo è stato un percorso ci ha già portato, durante la missione di luglio guidata dal nostro vicepresidente, alla sigla congiunta da parte dei tre soggetti, di un protocollo d’intesa; un’operazione che a nostro giudizio è stato un passo significativo, verso la costruzione di una provincia che sappia far crescere i valori di pace, della giustizia, della riconciliazione, della solidarietà; in una parola una provincia che senta la responsabilità del mondo che la circonda e che insieme a voi ogni giorno, ancor di più lotterà per un mondo più giusto.
MessaggioInviato: Mer Feb 22, 2006 10:24 am
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