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 Indice Forum » Italian Room » Contro la miseria: che fare? Il ruolo dell’ONU, dei governi, della società civile mondiale.
All’interno degli Otto Obiettivi del millennio i disabili sono i più discriminati
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Giampiero Griffo



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 All’interno degli Otto Obiettivi del millennio i disabili sono i più discriminati
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Giampiero Griffo (Italia), Presidente di Disabiled People’s International Italia

600 milioni di persone nel mondo sono disabili e tra i poveri loro sono i più poveri: i disabili sono in Malawi, Angola, Uganda, Thailandia, in Afghanistan, Iraq e non hanno accesso alle ricchezze perché non hanno accesso al mondo. Sono cittadini invisibili; nella gran parte dei casi la povertà per un disabile avviene sia perché è un disabile, sia perché la società stessa lo rende disabile e da questo punto di vista povertà e disabilità sono strettamente legate. All’interno degli Otto Obiettivi noi siamo i più discriminati perché solo il 2% dei bambini con disabilità nel mondo ha accesso all’istruzione primaria. Il 98% della popolazione disabile nei Paesi poveri non ha accesso a nessun servizio, né riabilitativo, né sociale. Per ciò che riguarda la mortalità infantile, se la media è di 20% per le persone con disabilità saliamo a 80%. Allora è evidente che noi chiediamo che all’interno degli MDGs -e per questo abbiamo sviluppato una campagna- sia data priorità a questa popolazione invisibile, perché se i discriminati sono i poveri tra i poveri, le persone disabili sono le più discriminate. Per questo noi chiediamo che sia data priorità nel documento finale e che le Agenzie internazionali propongano un’accezione di sviluppo inclusivo, in cui non siamo gli ultimi, ma non sono ultimi nemmeno gli immigrati, le donne perché le persone con disabilità sono immigrati, sono donne, sono persone che vivono doppie, triple discriminazioni. Per questo domani alla Marcia per la Pace, noi prenderemo la testa del corteo a Bastia Umbra, perché i più poveri del mondo sono i protagonisti della battaglia contro la povertà. “Niente su di noi senza di noi” è lo slogan che noi diciamo alle Nazioni Unite, quando discutiamo della Convenzione sui diritti dell’uomo e delle persone disabili; è lo stesso slogan per il nostro impegno affinché in tutto il mondo i poveri possano poter diventare protagonisti di una battaglia per uno sviluppo inclusivo e per la difesa di tutte le diversità. Per questo invitiamo tutti a pensare che: se i più poveri sono alla testa del corteo, possiamo sperare forse che la povertà si possa ridurre.
Niente su di noi senza di noi.
MessaggioInviato: Mer Feb 22, 2006 9:57 am
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