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 Indice Forum » Italian Room » Contro la miseria: che fare? Il ruolo dell’ONU, dei governi, della società civile mondiale.
"La partecipazione e la consapevolezza dei cittadini muta le cose e sposta anche le montagne"
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Vannino Chiti



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 "La partecipazione e la consapevolezza dei cittadini muta le cose e sposta anche le montagne"
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Vannino Chiti (Italia), Segreteria Nazionale Democratici di Sinistra

Vi ringrazio per questo invito, sarebbe voluto venire qui Fassino ma in questo momento è a Milano per un impegno convergente e cioè il Global Progressive Forum. So che sono previsti collegamenti e i partiti socialisti europei, l’internazionale socialista stanno discutendo di questi temi: di politiche nuove contro la povertà. Domani saranno qui con una delegazione alla marcia della pace. Io penso che sia fondamentale, lo penso davvero, un ruolo dei popoli, quello che si chiama “diplomazia dal basso”, la partecipazione del cittadino, perché la partecipazione e la consapevolezza dei cittadini muta le cose e sposta anche le montagne. Sono convinto che sia necessario un confronto con continuità, con l'ONU dei Popoli; per questo a me è apparsa valida la proposta che hanno avanzato i giovani della sinistra giovanile di Perugia, di un possibile consiglio permanente dell’ONU dei Popoli e dei Giovani. Non possiamo continuare così. Io penso che nessuno di noi possa dire di essere soddisfatto di come vanno le cose del mondo; i dati per la sessione delle Nazioni Unite dicono che negli ultimi 15 anni i poveri più poveri sono aumentati di 460'000; c’è la proliferazione degli armamenti, di quelli nucleari e di quelli, ugualmente disastrosi, non nucleari. Ai bambini a cui le agenzie internazionali non concedono fondi per l’istruzione e le cure, si da invece la possibilità in tante parti del Terzo Mondo e dell’Africa, di avere le armi per uccidere e per essere uccisi. Quando ero presidente della regione Toscana ho incontrato un Vescovo del Congo che mi parlava facendomi veder la drammaticità di bambini costretti a uccidere e ad essere uccisi. Si sta abituando il mondo alla normalità della guerra. Di recente, tra i tanti disastri, quello di New Orleans ci dice che decine di milioni di poveri ci sono anche nella potenza più avanzata del mondo e dunque che l’attuale sviluppo, non solo è distorto e ingiusto, distrugge la vita del pianeta, ma anche che non da futuro, non da futuro da nessuna parte. Non possiamo continuare così. Sono stati gli anni della globalizzazione selvaggia, del neo-liberismo: bisogna modificarli radicalmente perché il mercato è un mezzo e non un fine. Il fine è la persona. Noi, ognuno di noi, ogni persona, quale che sia la sua religione o il colore della sua pelle è irripetibile e abbiamo il diritto, ovunque, di avere una vita giusta, dignitosa e di relazione con gli altri. Se questi sono i grandi obiettivi (priorità alla persona, lotta alla povertà, visione unitaria dello sviluppo), cosa però possiamo fare? Forse alcune cose piccole, alcune più grandi. Dobbiamo prenderci anche degli impegni. E se noi saremo al governo, noi centro-sinistra, c'impegniamo perché l’Italia raggiunga lo 0,7% de suo PIL per metterlo a disposizione dei Paesi non sviluppati. Manterremo, non a parole, gli impegni internazionali. Ci impegneremo –l’abbiamo scritto nella Carta sui principi dell’Unione- perché l’articolo 11 della nostra costituzione, che ripudia la guerra come soluzione delle controversie internazionali, guidi la politica estera del governo italiano. Ci impegneremo affinché sia cancellato il debito dei Paesi più poveri. Ci impegneremo perché il Mediterraneo e l’Africa siano rivolti all'attenzione grande dell’Italia, perché penso che uno dei compiti che abbiamo, come Italia in Europa, è quello di far sentire all’Unione Europea il tema centrale del Mediterraneo e della cooperazione con l’Africa. Ci impegneremo perché la riforma della PAC -che è una necessità- tolga anche le barriere ai prodotti agricoli che vengono dal Terzo Mondo e ci impegneremo, non a litigare con la Germania per un seggio all’ONU, ma a convincere la Germania che è giusto che ci sia una riforma radicale dell’ONU, che ci sia un posto per l’UE nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, perché ci sia al suo interno un ruolo de Paesi meno sviluppati e che rappresentano i grandi continenti del mondo, e perché ci sia un Consiglio per lo sviluppo sostenibile e per l’ambiente. Concludo: io penso però che ci sia anche un compito primario che già possiamo svolgere nelle Regioni e nelle città d’Italia -la gran parte delle quali in questo momento sono governate dal centro-sinistra-. Noi dobbiamo riconvertire i gemellaggi. I tempi di La Pira, o di Capitini, che hanno fatto dei grandi gemellaggi che avevano al loro centro il no al disastro nucleare, il no al disastro della guerra, debbono essere rilanciati, estesi e convertiti. E' possibile mettendo al primo posto l’impegno e le collaborazioni contro le povertà. Con 5 milioni di vecchie lire si può portare acqua, arredare asili nido, fare scuole nei Paesi più arretrati. Se una Regione assume un rapporto con un’altra area e con un'altra Regione del mondo, si possono costruire risultati positivi e non ci sono paure di ingerenze perché tra Regioni e Regioni, tra città e città non pesa la politica degli Stati. Noi dobbiamo al livello nazionale cooperare in questa direzione dobbiamo porre noi -e lo poniamo- il tema degli immigrati. Non siamo credibili a dire al mondo ”vogliamo una politica di cittadinanza, vogliamo che le persone siano considerate persone, se gli immigrati che sono tra noi sono cittadini di serie b, non hanno diritti politici, non hanno i diritti sociali che abbiamo noi. Per questo noi alle primarie, che sono un atto volontario -sono le elezioni con cui sceglieremo il candidato alla presidenza del Consiglio del centro-sinistra-, facciamo votare gli immigrati. Ecco, questi sono gli impegni. So che per sconfiggere le guerre, per superare la violenza, per battere il terrorismo, è necessaria questa svolta. E' difficile, certo, ma è possibile, perché le tecnologie che abbiamo in mano lo consentirebbero. Occorre la volontà politica ed una svolta culturale; del resto c’è un punto a nostro favore: questa che un tempo era utopia è divenuta ormai realismo della politica; mentre continuare su questa strada è diventata un’assurdità che distrugge il pianeta. Grazie.
MessaggioInviato: Mer Feb 22, 2006 10:43 am
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