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 Indice Forum » Italian Room » Contro la miseria: che fare? Il ruolo dell’ONU, dei governi, della società civile mondiale.
"Basta chiamarli poveri: sono derubati"
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Rabia Abdelkrim



Registrato: 21/02/06 16:59
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 "Basta chiamarli poveri: sono derubati"
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Rabia Abdelkrim (Senegal), Cyberpop

Parlerò in francese, mi chiamo Rabia Abdelkrim, vivo e lavoro in Senegal, paese del mio cuore, mio Paese di adozione, dopo essere vissuta molto a lungo in Algeria, mio Paese d'origine, comunque sempre in azione in favore delle donne africane. Comunque, oggi sono contenta di poter essere qui. Ho pensato a questa sessione e ci tenevo molto a parlare: avevo intenzione di fare un discorso politico sulle alternative che possiamo proporre e che ci sono. Volevo essere pacifica e dire che le donne ogni giorno stanno creando le soluzioni in situazioni estreme. Ma prima di sviluppare questo discorso, volevo dire: ne abbiamo abbastanza, basta! Basta! Le donne -sì, soprattutto le donne- africane da 5 secoli soffrono la schiavitù. Il principale mercato mondiale si dimentica di questo e hanno permesso la globalizzazione. Gli abiti che porto sono di cotone, vengono dal Mali. Le donne prima avevano un’autonomia perché erano capaci di trattare i prodotti, erano capaci di cavarsela, di portare i bambini a suola, di evitare la fame. Che cosa succede adesso? Tanti altri lo hanno detto quindi non voglio descrivere ancora la miseria. Sì, lo sappiamo: ad esempio, in un paese come l’Algeria, che ha avuto fino ad ora la manna del petrolio, sapete che cosa accadrà a causa della politica neoliberista, degli aggiustamenti neo-liberali? Ogni giorno si produce indigenza, povertà Si parla di soluzioni: ce ne sono miliardi; si dice che l’Africa va avanti. Sì, ci sono quelli che riciclano del denaro che non si sa da dove viene; ci sono le multinazionali; ci sono le élites che approfittano di tutto questo! Ma dopo questo sfogo di rabbia, si può dire che è possibile fare qualcosa, fare una rivoluzione mentale mondiale, smetterla di parlare del mercato mondiale, di chiamare i poveri: no, siamo derubati! Le donne sono violentate nelle loro capacità. Dobbiamo dire ne abbiamo abbastanza dell’economia del saccheggio. Non è difendibile: ci è stato dimostrato che non può vivere senza distruggere vite umane. Altre soluzioni, sono comunque di facile portata, invece di far finta di inventare situazioni per lottare contro la povertà, mobilizzare stati interi. Oggi diciamo all’umanità che si tratta di programmi che debilitano i governi; noi vogliamo politiche di produzione della ricchezza, ma di un altro tipo, in un altro modo, che riconoscano innanzitutto le capacità delle donne, perché hanno inventato delle soluzioni per un’economia che nessuno può nominare, perché è l‘economia della vita, l’economia che non si misura, che non rientra nella contabilità. Allora, invece di inventare chissà che cosa, per favore, tutti noi invertiamo la rotta una volta per tutte. Basta con queste prassi, diamo per esempio il Premio Nobel per l’economia -che non è mai stato dato ad una donna- all’immensa moltitudine dell’economia della vita, dell’economia solidale di tutti i giorni, quella che permette, nonostante tutto, nonostante la guerra economica, realizzata dalle istituzioni di Breton Woods, nonostante i governi che parlano di democrazia per questo pseudo-elettoralismo, che può far piacere ai padroni del mondo! Non ne possiamo più della WB e del FMI, ma ora riconosciamo che c’è un altro modo di fare economia, questo altro modo in questo momento sono le donne a portarlo avanti, sono le donne che producono contro l’economia della predazione, contro l’economia del saccheggio. Ma facciamolo oggi, all'interno di ciascuno di noi, e all’interno del movimento per la pace, del Forum Sociale Mondiale, al nostro interno: l’economia solidale trasformi il Nord e il Sud. Gli amici di tutte queste reti devono apprendere da tutte le donne del Sud come fanno ad inventare soluzioni, invece di imporre un’altra vola dei modelli, come fanno i politici immediatamente invece riascoltare. Anche i politici qui del Nord si ispirino alle donne del Senegal, dello Sri Lanka, del Brasile della periferia. Abbiamo tanto, possiamo tanto: subito, qui e adesso, dobbiamo fare un grande sforzo perché tutto ci chiede di spogliarci delle nostre prerogative. Ne abbiamo abbastanza di essere donne di casa, per riparare le stupidaggini che fanno a Breton Woods, o che fa Toni Blair, che viene a dirci che salverà l’Africa! Ne abbiamo abbastanza! Non vogliamo aiuti, noi produciamo ricchezza e vogliamo che ci torni indietro.
MessaggioInviato: Mer Feb 22, 2006 10:40 am
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